I 32 Sentieri della Sapienza

Nella Qabalah ebraica e nella sua ricezione ermetica, i 32 Sentieri della Sapienza sono le vie attraverso cui la coscienza divina si articola nella creazione e, in senso inverso, le vie attraverso cui l’essere umano può risalire verso la propria origine. Il numero 32 nasce dall’unione di:

I 32 Sentieri sono quindi una mappa di coscienza: ogni sentiero è un modo specifico di conoscere, di percepire e di trasformarsi. Non sono solo linee su un diagramma, ma processi interiori, stati di consapevolezza e qualità dell’anima.

Origine tradizionale

L’idea dei 32 Sentieri è collegata al Sefer Yetzirah (“Libro della Formazione”), uno dei testi fondamentali della Qabalah. In esso si parla di:

Nei commenti successivi e nelle appendici tradizionali, i 32 Sentieri vengono descritti come “Sentieri di Sapienza”, ciascuno con un nome e una qualità specifica (Intelligenza Ammirabile, Intelligenza Illuminante, ecc.), che esprimono diversi aspetti del rapporto tra l’Infinito e il finito.

I 10 Sentieri numerici – le Sephiroth

I primi 10 sentieri sono associati alle Sephiroth, viste come gradi di emanazione e livelli di coscienza. In una lettura contemplativa, possiamo considerarli così:

Questi 10 sentieri descrivono il flusso discendente della creazione (dall’Unità alla molteplicità) e il cammino ascendente dell’anima (dalla materia alla coscienza unificata).

I 22 Sentieri letterali – le Lettere e i collegamenti

Gli altri 22 sentieri sono associati alle lettere ebraiche, che nella Qabalah sono viste come “mattoni” del cosmo e canali di energia. Ogni lettera collega due Sephiroth sull’Albero della Vita e rappresenta un modo specifico di passare da uno stato di coscienza a un altro.

In una lettura simbolica, possiamo contemplare i 22 sentieri come:

Contemplare i 32 Sentieri

Lavorare con i 32 Sentieri significa trasformare l’Albero della Vita da semplice diagramma a esperienza vivente. Ogni sentiero può essere meditato come:

In pagine successive potrai dedicare uno spazio a ciascun sentiero, collegandolo a una Sephirah, a una lettera, a un archetipo, a un colore, a un pianeta o a un’esperienza meditativa concreta.

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